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Cambridge Analytica e il nuovo Regolamento UE sulla Privacy. Facciamo chiarezza insieme a @vaccachelatte

- da

“Affermare che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come dire che non si è interessati alla libertà di parola perché non si ha nulla da dire”

Sono queste le parole di Edward Snowden, l’ex tecnico informatico della National Security Agency (Nsa) sul tema della sicurezza dei nostri dati online

È risaputo che la tecnologia stia portando cambiamenti radicali nella nostra quotidianità. Abbiamo un costante bisogno di Internet. Ogni mattina, appena svegli, auguriamo il buongiorno ai nostri contatti, ai nostri amici di Facebook, a pranzo lanciamo un hashtag come #buonpranzo, #picoftheday e così via. Pertanto permettiamo ad Internet, o meglio ai social, di scandire le ore delle nostre giornate. 

E Facebook, come social network, è sempre sotto accusa per come gestisce le nostre informazioni. Dobbiamo preoccuparci?

Il colosso fondato dall’americano Mark Zuckemberg che elabora senza sosta i fatti privati del 28% della popolazione mondiale (tra questi 30 milioni di italiani) permette sì il contatto tra gente da tutte le parti del mondo a seconda di interessi, passioni e hobby in comune ma allo stesso tempo archivia i nostri dati in grandi database da cedere a parti terze. 

Di cosa stiamo parliamo? Orientamento sessuale, relazioni sentimentali, preferenze politiche, interessi, amicizie, stato di salute, reddito, sms. 

Ancora più sconvolgente è stato il caso Cambridge Analytica: pare che il sistema avente tutti i nostri dati abbia avuto delle falle in grado di influenzare l’opinione pubblica nei referendum della Brexit e successivamente nelle elezioni americane in favore di Trump. 

Del resto, lasciamo infinite tracce che forniscono un preciso profilo di chi siamo, di come pensiamo e di cosa vogliamo.

Parla chiaro Michael Kosinski, ricercatore dell’Università di Cambridge, nell’esposizione del modello psicometrico utilizzato nello sviluppo del software di profilazione dell’Analytica: con 70 like si riesce a capire la personalità di un soggetto in relazioni agli amici, 150 per avere informazioni sui genitori e 300 per conoscerlo meglio rispetto al partner di una vita. 

Nonostante ciò, il 25 maggio 2018 è stato il giorno in cui il nuovo Regolamento UE 2016/679 direttamente applicato in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Il documento ha introdotto regole più chiare e semplici in materia di informativa e consenso, puntando a garantire maggiori tutele per i cittadini in maniera omogenea in tutta l’Unione, sebbene ogni Stato possa integrare i contenuti del regolamento. In Italia questo ruolo sarà ancora gestito dal Garante della Privacy.

Importante è dunque un uso consapevole e moderato della rete e in particolar modo dei social network nella speranza che tali falle di sistema siano, però, superate. 

Degno di nota è già il questionario che Facebook fornisce ad ogni utente per prendere atto delle intenzioni di ognuno; in questo modo il controllo dei dati personali è assicurato e l’utente è più conscio di ciò che la rete usa della propria persona. 

Sicurezza Online - Quotes






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